Cultura finanziaria degli italiani: un dente che duole ancora
La preparazione ancora insufficiente è un problema, perché un investitore informato è un investitore migliore. Il consulente può fare la differenza.
Non cala ma nemmeno sale il livello di alfabetizzazione finanziaria e assicurativa degli italiani, che si attesta sotto la sufficienza: a metterci di fronte a questo dato è stata la terza edizione dell’Osservatorio su consapevolezza e comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, secondo il quale la consapevolezza sui temi finanziari resta invariata, mentre subisce una lieve flessione la componente che misura il comportamento degli italiani quando si tratta di decidere delle loro finanze (57 nel 2024, a fronte del 58 del 2023).
Il superamento, nel 2024, della situazione di emergenza creata dall’inflazione e dall’aumento dei tassi dei mutui ha contribuito al calo di attenzione rispetto ai temi finanziari. Ecco perché, dopo il netto miglioramento di chi raggiungeva la sufficienza registrato nel 2023, l’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa ha fatto una piccola retromarcia, mentre si è allargata la fetta di popolazione che si trova in condizioni di analfabetismo finanziario e assicurativo, ritornata ai valori del 2022.

È la consapevolezza l’antidoto contro le trappole
Sono numeri importanti: come sottolinea l’indagine OCSE/INFE 2023 sulla “Financial Literacy” degli adulti, l’innalzamento delle competenze finanziarie garantisce una maggior equità e stabilità economica per tutti i cittadini. Alla luce di ciò, chi per professione si occupa di tutelare e curare il risparmio degli italiani – istituzioni, autorità, ma anche operatori – sente l’urgenza di adottare iniziative volte a stimolare l’acquisizione di competenze finanziarie solide e di un approccio critico verso le fonti di informazione.
È in questa chiave che di recente si è svolta l’edizione 2025 della Global Money Week (GMW), coordinata per l’Italia dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Il tema di questa edizione è stato “Think before you follow, wise money tomorrow”, ovvero: “Pensa prima di agire, gestisci il tuo denaro con saggezza”. Obiettivo, sensibilizzare i giovani – e, in generale, il mondo della scuola – circa l’importanza di saperne di più e di attrezzarsi il prima possibile, per schivare le trappole e fare le scelte migliori.
Consulenti finanziari al fianco degli investitori
Di educazione finanziaria si è parlato anche a ConsulenTia, la tre giorni ideata e organizzata dall’Anasf, l’Associazione nazionale consulenti finanziari. Se ne è parlato, in particolare, nell’ambito del convegno “ABC finanza, a tu per tu con le famiglie e le imprese italiane”. È in questo contesto che è avvenuto il lancio del progetto congiunto Anasf, Confesercenti e Progetica, volto a promuovere l’alfabetizzazione finanziaria per i piccoli e medi esercenti.
Il senatore Dario Damiani, della quinta Commissione Bilancio del Senato, insieme al presidente di Anasf Luigi Conte, ha fatto il punto sui progressi legislativi sul tema, con “l’auspicio di rendere l’educazione finanziaria una materia autonoma nelle scuole”.
“I dati sono in miglioramento ma in Italia abbiamo ancora un gap rispetto agli altri Paesi e una bassa alfabetizzazione finanziaria soprattutto dei giovani e delle donne, ancora da colmare. I consulenti finanziari giocano un ruolo importante in questa partita, anche con il mondo dell’istruzione e delle scuole, che devono aprirsi a progetti di questo tipo insieme ad associazioni come Anasf”.
Da parte di tutti, il riconoscimento del ruolo fondamentale che la formazione svolge a vantaggio della società, attraverso la trasmissione non solo delle conoscenze ma anche degli strumenti di comportamento.
Un investitore informato è un investitore migliore
Si è perciò ribadito il ruolo che anche il consulente finanziario può giocare nell’acquisizione di una maggiore consapevolezza economico-finanziaria. La quale non è un bene accessorio, ma fondamentale. Ed è cruciale acquisirla fin da giovani perché – come sempre diciamo – prima si inizia a risparmiare e a investire e meglio è. Cominciare presto aumenta la possibilità di sfruttare il lungo periodo per creare un capitale più robusto, ragionevolmente al riparo dagli effetti dell’inflazione, per i tuoi progetti e per una maggiore serenità negli “anni d’argento”.
La ragione è semplice: iniziare presto ti consente di fronteggiare meglio le fluttuazioni dei mercati e le fasi di rallentamento dell’economia, poiché ti mette a disposizione più tempo per recuperare dopo i cali. Ti permette anche di costruirti un patrimonio più consistente, anche sull’onda di piccoli versamenti ricorrenti, in virtù della capitalizzazione composta: questa – lo ricordiamo – fa sì che gli interessi maturino non solo sul capitale iniziale ma anche sugli interessi precedentemente maturati, secondo il principio del cosiddetto “interesse composto”.
Su tutto questo, e per approfondire ogni tema utile, puoi come sempre confrontarti con il tuo consulente finanziario, che potrà fornirti la chiave d’accesso ai concetti anche apparentemente più complessi. Dopotutto, si sa: un investitore informato è un investitore migliore.